Punti chiave
- 50% sulla prima casa, 36% sugli altri immobili, spesa massima 96.000 €, recupero in 10 quote annuali IRPEF.
- Obbligatori bonifico parlante e comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
- Serve capienza fiscale: la quota che supera l’IRPEF annua è persa.
- Dal 2027 aliquote al 36%/30%; dal 2028 tetto dimezzato a 48.000 €. Per il 50%: pagare entro il 31/12/2026.
- Imprese: canale separato con Transizione 5.0 (credito d’imposta fino al 63%).
Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, l’installazione di pannelli fotovoltaici rientra tra gli interventi di recupero edilizio dell’art. 16-bis del TUIR (DPR 917/1986): è questa la base giuridica della detrazione, confermata per il 2026 dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025). Ecco aliquote, requisiti, calcolo e gli adempimenti che decidono se il beneficio spetta davvero.
Quanto si detrae nel 2026: aliquote e massimali
| Periodo | Abitazione principale | Altri immobili | Tetto di spesa |
|---|---|---|---|
| 2026 | 50% | 36% | 96.000 € |
| 2027 | 36% | 30% | 96.000 € |
| dal 2028 | 30% | 30% | 48.000 € |
Il tetto di 96.000 € vale per unità immobiliare e comprende tutti gli interventi di ristrutturazione sullo stesso immobile: chi possiede più immobili dispone di un plafond distinto per ciascuno. Fa fede la data del bonifico: un impianto pagato entro il 31 dicembre 2026 mantiene il 50% anche se i lavori proseguono nel 2027.
Chi può usare la detrazione
Il 50% spetta se nell’immobile risiede il contribuente o un suo familiare; negli altri casi si applica il 36%. Possono detrarre, se sostengono la spesa: proprietario e nudo proprietario, usufruttuario, inquilino con contratto registrato, comodatario e familiare convivente. L’impianto deve essere al servizio dell’immobile: vale per il tetto, ma anche per una pensilina fotovoltaica pertinenziale.

Esempio di calcolo: impianto da 6 kW
| Impianto 6 kW installato (IVA 10%) | 11.000 € |
| Detrazione 50% (abitazione principale) | 5.500 € |
| Quota annua recuperata (10 anni) | 550 €/anno |
| Costo netto effettivo | 5.500 € |
| Risparmio in bolletta (autoconsumo 60-70%) | ~ 900-1.100 €/anno |
| Rientro dell’investimento | ~ 5-6 anni |
Lo stesso impianto sulla seconda casa recupera 3.960 € (36%), cioè 396 € l’anno: oltre 1.500 € di differenza. E rimandando al 2027 il pagamento, la detrazione sulla prima casa scenderebbe da 5.500 a 3.960 €. Con una batteria collegata, la spesa aggiuntiva segue le stesse regole: il dettaglio è nella guida al bonus accumulo.
Capienza fiscale: il requisito che decide tutto
La detrazione riduce l’IRPEF dovuta: la quota annuale che supera l’imposta lorda è persa, non viene rimborsata né rinviata. Una quota di 550 € richiede quindi almeno 550 € di IRPEF annua per essere assorbita. Pensionati al minimo, incapienti e redditi esenti rischiano di non recuperare nulla: in questi casi conviene intestare la spesa a un familiare convivente capiente o valutare il Reddito Energetico a fondo perduto (ISEE sotto i 15.000 €), descritto nella guida al bonus pannelli solari.
Come richiedere la detrazione: i tre adempimenti
- Bonifico parlante: causale con riferimento normativo, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’installatore. Contanti o bonifico ordinario fanno decadere il beneficio.
- Comunicazione ENEA: entro 90 giorni dalla fine dei lavori, tramite il portale dedicato, con i dati tecnici dell’impianto.
- Dichiarazione dei redditi: la detrazione si indica nel 730 o nel modello Redditi e si recupera in 10 quote; fatture e ricevute vanno conservate per tutta la durata.
Cosa si cumula con la detrazione
| Combinazione | Cumulabile? |
|---|---|
| Detrazione + IVA agevolata 10% | Sì |
| Detrazione + Ritiro Dedicato (vendita energia al GSE) | Sì |
| Detrazione + tariffa CER sull’energia condivisa | Sì |
| Detrazione + Reddito Energetico | No (impianto già gratuito) |
| Detrazione + altro fondo perduto statale sulla stessa spesa | No |
Aziende: il canale è Transizione 5.0
La detrazione IRPEF riguarda i privati. Le imprese che installano fotovoltaico accedono al credito d’imposta Transizione 5.0, fino al 63% se l’investimento riduce i consumi energetici, o alle forme di iper-ammortamento per i progetti maggiori; le aziende agricole al Parco Agrisolare (50-80% a fondo perduto). Per i moduli prodotti in UE sono previste maggiorazioni del credito.

Errori che fanno perdere la detrazione
- Pagamento senza bonifico parlante (contanti, carta, bonifico ordinario).
- Comunicazione ENEA oltre i 90 giorni o mai inviata.
- Quota annuale superiore alla propria IRPEF (incapienza).
- Doppio beneficio statale sulla stessa spesa (es. detrazione + fondo perduto).
- Fatture non conservate o intestate a un soggetto diverso da chi paga.
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Domande frequenti
Qual è l’aliquota della detrazione fotovoltaico nel 2026?
Il 50% sull’abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, su una spesa massima di 96.000 € per unità immobiliare, da recuperare in 10 quote annuali IRPEF. Dal 2027 le aliquote scendono al 36% e 30%.
La detrazione vale anche sulle seconde case?
Sì, con aliquota ridotta al 36% nel 2026 (30% dal 2027). Il 50% è riservato all’immobile in cui risiede il contribuente o un suo familiare.
Cosa succede se salto la comunicazione ENEA?
La comunicazione va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori quando l’intervento comporta risparmio energetico: ometterla espone al rischio di contestazione della detrazione. In alcuni casi è possibile la remissione in bonis, ma conviene rispettare la scadenza.
Posso pagare l’impianto in contanti?
No. La detrazione richiede il bonifico parlante, con causale di legge, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell’installatore. Contanti o bonifico ordinario fanno perdere il beneficio.
Un contribuente senza IRPEF può usare la detrazione?
No: la detrazione riduce l’imposta dovuta e la quota che supera l’IRPEF annua è persa. Chi è incapiente può valutare l’intestazione della spesa a un familiare convivente capiente o il Reddito Energetico a fondo perduto.
Le batterie di accumulo rientrano nella detrazione?
Sì, con la stessa aliquota dell’impianto (50% o 36%) e nello stesso massimale di 96.000 €, a condizione che la batteria sia collegata a un impianto fotovoltaico, anche preesistente.



