Punti chiave

  • Nel 2026 la detrazione è del 50% sull’abitazione principale e del 36% sugli altri immobili, su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare, ripartita in 10 rate annuali di pari importo.
  • Obbligatori il bonifico parlante, su cui la banca applica una ritenuta d’acconto dell’11%, e la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
  • Serve capienza fiscale: la rata che supera l’IRPEF lorda dell’anno è persa. Oltre 75.000 euro di reddito si applica anche il tetto dell’art. 16-ter del TUIR.
  • Dal 2027 le aliquote scendono al 36% e al 30%; dal 2028 il tetto si dimezza a 48.000 euro. Per il 50% il bonifico deve partire entro il 31 dicembre 2026.
  • La detrazione copre anche pensiline, tettoie e carport fotovoltaici collegati al contatore dell’abitazione, ma la struttura nuova richiede SCIA o permesso di costruire.
  • Con ISEE fino a 15.000 euro il Reddito Energetico Nazionale finanzia l’impianto a fondo perduto, in alternativa e non in cumulo con la detrazione.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, l’installazione di pannelli fotovoltaici rientra tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio previsti dall’art. 16-bis del TUIR: nel 2026 la detrazione spetta al 50% per l’abitazione principale e al 36% per gli altri immobili, su una spesa massima di 96.000 euro per unità immobiliare, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.

Base giuridica: art. 16-bis del TUIR (DPR 917/1986), aggiornato dall’art. 1, comma 22, lettera a) della Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025). Non è un contributo ma una riduzione dell’IRPEF su dieci anni.

Quanto si detrae nel 2026: aliquote e massimali

Nel 2026 la detrazione è del 50% sull’abitazione principale e del 36% sugli altri immobili. L’aliquota piena spetta se nell’unità risiede chi paga o un suo familiare; seconde case, immobili locati e unità non abitative restano al 36%.

VoceRegola 2026
Aliquota abitazione principale50%
Aliquota altri immobili36%
Tetto di spesa96.000 euro per unità immobiliare
Ripartizione10 rate annuali di pari importo
Norma di riferimentoart. 16-bis TUIR (DPR 917/1986)
Modalità di pagamentobonifico parlante bancario o postale
Adempimento tecnicocomunicazione ENEA entro 90 giorni

Il tetto di 96.000 euro vale per unità immobiliare e assorbe tutti gli interventi di recupero edilizio sull’immobile; le spese già detratte riducono il massimale residuo. Vale il criterio di cassa: fa fede la data del bonifico, quindi chi paga entro il 31 dicembre 2026 resta al 50% anche con lavori chiusi nel 2027.

Quali spese rientrano nel massimale

La detrazione copre l’intero intervento, non solo i moduli.

Spese ammesseSpese escluse
Moduli, inverter, ottimizzatori, quadri e cablaggiGestione e manutenzione dopo l’installazione
Strutture di supporto, opere murarie ed elettricheCanoni di monitoraggio e polizze assicurative
Sistema di accumulo collegato all’impiantoInteressi e oneri del finanziamento dei lavori
Progettazione, direzione lavori, collaudo, connessioneSpese anteriori all’inizio lavori dichiarato
IVA, oneri di urbanizzazione e diritti comunaliImpianti su terreni non pertinenziali

L’impianto deve servire il fabbisogno dell’abitazione: l’Agenzia delle Entrate esclude gli impianti dimensionati per la vendita commerciale, mentre la cessione in rete dell’eccedenza domestica non fa perdere il beneficio.

Cosa cambia dal 2027: le aliquote in calo

Dal 2027 la detrazione scende al 36% sull’abitazione principale e al 30% sugli altri immobili, a parità di tetto; dal 2028 l’aliquota è del 30% per tutti e il massimale scende a 48.000 euro.

PeriodoAbitazione principaleAltri immobiliTetto di spesa
202650%36%96.000 euro
202736%30%96.000 euro
dal 202830%30%48.000 euro

Su 11.000 euro, spesa tipica di un impianto da 6 kW sull’abitazione principale, la detrazione vale 5.500 euro nel 2026, 3.960 euro nel 2027 e 3.300 euro dal 2028: rimandare di un anno costa 1.540 euro, di due anni 2.200 euro.

Il passaggio di aliquota segue il pagamento, non la fattura né la fine lavori: con acconto nel 2026 e saldo nel 2027, l’acconto sconta il 50% e il saldo il 36%. A regime, oltre il 2033, l’art. 16-bis prevede il 36% su 48.000 euro, salvo modifiche delle manovre successive.

Chi può usare la detrazione

Può detrarre chi sostiene la spesa e detiene l’immobile a un titolo idoneo: fattura e bonifico intestati a chi porta la spesa in dichiarazione.

  • Proprietari, nudi proprietari e titolari di diritto reale di godimento: usufrutto, uso, abitazione, superficie.
  • Condòmini, per la quota millesimale sulle parti comuni.
  • Inquilini con contratto registrato e comodatari, con il consenso del proprietario.
  • Soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa.
  • Familiari conviventi: coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo, se conviventi al pagamento e l’immobile non è locato.
  • Conviventi more uxorio.

Se la spesa è divisa, ciascuno detrae in proporzione a quanto ha pagato, con il proprio codice fiscale su bonifico e fattura. Il 50% dipende dalla destinazione dell’immobile, non dal titolo: un inquilino residente accede al 50%, il proprietario che affitta resta al 36%. L’impianto deve servire l’immobile, sul tetto o su una pensilina fotovoltaica pertinenziale.

Impianto condominiale sulle parti comuni

Sul tetto condominiale la spesa è ripartita per millesimi, il bonifico è disposto dal condominio con il proprio codice fiscale e la partita IVA dell’impresa, e l’amministratore certifica l’importo imputato a ogni condòmino: il singolo detrae solo se ha versato la quota entro il 31 dicembre dell’anno. Nei condomìni minimi senza codice fiscale può disporlo un condòmino.

Detrazione pannelli fotovoltaici: tettoia fotovoltaica con struttura in legno

Come richiedere la detrazione: bonifico parlante, ritenuta 11% e comunicazione ENEA

Tre adempimenti: bonifico parlante, ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori, spesa in dichiarazione l’anno successivo. Saltarne uno espone al recupero del beneficio.

Il bonifico parlante e la ritenuta dell’11%

Il bonifico deve riportare la causale con il riferimento normativo, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e la partita IVA o codice fiscale dell’impresa. Se è incompleto e non ripetibile, la sanatoria passa da una dichiarazione sostitutiva di atto notorio dell’impresa che attesta la contabilizzazione del corrispettivo.

All’accredito la banca opera una ritenuta d’acconto dell’11% sull’imponibile, come acconto dell’imposta dovuta dall’installatore: era dell’8% fino al 29 febbraio 2024 ed è salita all’11% dal 1° marzo 2024 con la Legge di Bilancio 2024. Non riduce la spesa detraibile, calcolata sull’importo lordo della fattura.

La comunicazione ENEA entro 90 giorni

Il fotovoltaico comporta risparmio energetico: va trasmessa la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori o dal collaudo sul portale detrazionifiscali.enea.it, con dati dell’immobile, potenza, tipologia dei moduli ed eventuale accumulo.

Scaduto il termine resta la remissione in bonis dell’art. 2 del D.L. 16/2012: invio entro la prima dichiarazione utile e sanzione di 250 euro con modello F24, se la violazione non è già stata constatata.

Dichiarazione dei redditi e documenti da conservare

La spesa va nel quadro del recupero edilizio del 730 o Redditi PF dell’anno successivo al pagamento: la prima rata lì, le altre nove nei nove anni seguenti. Fino ai termini di accertamento si conservano fattura con IVA separata, ricevute di bonifico ed ENEA, titolo edilizio o dichiarazione sostitutiva sull’inizio lavori, visura catastale e, per l’inquilino, contratto registrato.

Esempio di calcolo: impianto da 6 kW

Un impianto da 6 kW chiavi in mano costa circa 11.000 euro con IVA al 10% e genera 5.500 euro di detrazione sull’abitazione principale.

Impianto 6 kW installato, IVA 10%11.000 euro
Detrazione 50% (abitazione principale)5.500 euro
Rata annua recuperata per 10 anni550 euro
Costo netto a fine decennio5.500 euro
Risparmio in bolletta con autoconsumo dal 60% al 70%da 900 a 1.100 euro all’anno
Rientro dell’investimentoda 5 a 6 anni

Su una seconda casa lo stesso impianto genera 3.960 euro al 36%, cioè 396 euro l’anno: 1.540 euro di differenza. L’IVA al 10% concorre alla spesa detraibile; una batteria collegata segue le stesse regole e lo stesso massimale, nella guida al bonus accumulo.

Come cambia la detrazione al variare della potenza

La detrazione scala con la spesa, il costo per kW scende al crescere dell’impianto. Valori indicativi su abitazione principale, IVA 10% inclusa, senza accumulo.

PotenzaSpesa indicativaDetrazione 50%Rata annua per 10 anni
3 kW6.500 euro3.250 euro325 euro
4,5 kW8.800 euro4.400 euro440 euro
6 kW11.000 euro5.500 euro550 euro
10 kW17.000 euro8.500 euro850 euro

Il tetto di 96.000 euro rileva solo se il fotovoltaico si somma ad altri lavori sulla stessa unità. Il conteggio presuppone IRPEF lorda superiore alla rata.

Capienza fiscale: il requisito che decide tutto

La detrazione riduce l’IRPEF dovuta e la rata che supera l’imposta lorda dell’anno è persa: non è rimborsata, non è riportabile né cedibile, perché sconto in fattura e cessione del credito non sono più praticabili.

Su un impianto da 18.000 euro la detrazione al 50% è di 9.000 euro, cioè 900 euro all’anno per dieci anni. Un pensionato con IRPEF lorda di 600 euro ne assorbe 600 e ne perde 300: 3.000 euro persi sul decennio, un terzo del beneficio. Con IRPEF lorda di 1.200 euro la rata è assorbita per intero.

Chi non ha capienza può intestare fattura e bonifico a un familiare convivente capiente, ripartire la spesa tra più conviventi in proporzione ai pagamenti, o valutare il Reddito Energetico a fondo perduto, nella guida al bonus pannelli solari.

Il tetto per i redditi oltre 75.000 euro: art. 16-ter del TUIR

L’art. 16-ter del TUIR fissa un tetto agli oneri detraibili sopra 75.000 euro di reddito: un importo base, moltiplicato per un coefficiente di quoziente familiare.

Reddito complessivoImporto base annuo
da 75.000 a 100.000 euro14.000 euro
oltre 100.000 euro8.000 euro
Figli a caricoCoefficiente
Nessuno0,50
Uno0,70
Due0,85
Più di due, oppure un figlio con disabilità accertata1,00

Con 90.000 euro di reddito e due figli a carico il plafond annuo è 14.000 x 0,85 = 11.900 euro. Il tetto colpisce gli oneri anno per anno: rileva la rata di competenza, che si somma alle altre spese detraibili. Restano fuori spese sanitarie, interessi sui mutui e rate di spese sostenute fino al 31 dicembre 2024.

Bonus pensilina fotovoltaica: la detrazione vale anche su tettoie e carport?

Sì. La detrazione del 50% o del 36% copre anche i moduli su pensilina, tettoia o carport, a due condizioni: la struttura deve insistere sull’immobile o su una sua pertinenza, come giardino, cortile o area limitrofa, e l’impianto deve essere collegato al contatore dell’abitazione per l’autoconsumo. L’Agenzia delle Entrate ha ammesso gli impianti su aree pertinenziali, anche condominiali, con la circolare 30/E del 24 dicembre 2020. Non esiste un bonus autonomo: vale l’art. 16-bis del TUIR, con lo stesso tetto di 96.000 euro.

Edilizia libera o SCIA: la differenza che pesa sui costi

La posa dei moduli su una copertura esistente, senza modifica di sagoma e volumetria, è manutenzione ordinaria in edilizia libera: nessun titolo abilitativo e connessione con procedura semplificata presso il distributore.

Una pensilina, tettoia o carport di nuova costruzione crea superficie coperta e volume tecnico: richiede SCIA o permesso di costruire secondo il regolamento edilizio comunale, con eventuale parere paesaggistico nelle aree vincolate. Pratica edilizia, progettazione, direzione lavori e struttura portante rientrano nella spesa detraibile.

AspettoModuli su copertura esistentePensilina, tettoia o carport nuovo
Titolo edilizioEdilizia liberaSCIA o permesso di costruire
Aliquota 202650% o 36%50% o 36%
Tetto di spesa96.000 euro96.000 euro
Struttura portante detraibileSolo staffe e binari di ancoraggioSì, pali, travi e copertura
Condizione specificaImpianto al servizio dell’abitazionePertinenza e collegamento al contatore domestico
Tempi aggiuntiviNessunoIstruttoria comunale sulla pratica edilizia

La pensilina allunga il cantiere e aggiunge costi di pratica, ma libera il tetto, orienta i moduli all’inclinazione ottimale e copre un posto auto. La guida ai prezzi delle tettoie fotovoltaiche riporta i valori al metro quadro per acciaio, alluminio e legno lamellare, la guida completa alla pensilina fotovoltaica confronta coperture e portate, e per la ricarica domestica c’è il carport fotovoltaico per l’auto, con le stesse regole fiscali.

Reddito Energetico: il fotovoltaico gratuito per ISEE basso

Il Reddito Energetico Nazionale, istituito dal decreto ministeriale dell’8 agosto 2023 e gestito dal GSE, finanzia a fondo perduto l’intero impianto con ISEE fino a 15.000 euro, soglia che sale a 30.000 euro con almeno quattro figli a carico. Copre impianti da 2 a 6 kW sull’abitazione di residenza, con quota fissa di 2.000 euro più 1.500 euro per ogni kW installato.

Potenza dell’impiantoContributo massimo
2 kW5.000 euro
3 kW6.500 euro
4 kW8.000 euro
5 kW9.500 euro
6 kW11.000 euro

Domande a sportello sul portale del GSE fino a esaurimento del fondo, riservato in quota prevalente al Mezzogiorno. Il contributo non è cumulabile con la detrazione sulla stessa spesa.

Cosa si cumula con la detrazione

La detrazione si cumula con l’IVA agevolata e con la valorizzazione dell’energia immessa in rete, non con altri contributi statali sulla stessa spesa.

CombinazioneCumulabile?
Detrazione + IVA agevolata 10%
Detrazione + Ritiro Dedicato (vendita dell’energia al GSE)
Detrazione + tariffa premio CER sull’energia condivisa
Detrazione + sistema di accumulo nello stesso massimaleSì, stessa aliquota e stesso tetto di 96.000 euro
Detrazione + Reddito EnergeticoNo, impianto già finanziato integralmente
Detrazione + altro contributo statale a fondo perduto sulla stessa spesaNo

Se un contributo copre parte dell’intervento, la detrazione si calcola sulla spesa residua a carico. Per i bandi regionali e comunali il cumulo si verifica nel bando.

Aziende: il canale è Transizione 5.0

Le imprese non usano l’art. 16-bis del TUIR ma il credito d’imposta Transizione 5.0, legato a una riduzione certificata dei consumi: fino al 63% della spesa con le maggiorazioni per i moduli con celle prodotte nell’Unione Europea. Per l’agricoltura c’è il Parco Agrisolare, dal 50% all’80% a fondo perduto. La finestra è annuale, quindi la misura va verificata alla data dell’ordine.

Pannelli fotovoltaici detraibili: moduli monocristallini installati

Errori che fanno perdere la detrazione

  • Pagamento in contanti, con carta, assegno o bonifico ordinario.
  • Bonifico senza codice fiscale del beneficiario o partita IVA dell’impresa.
  • Fattura o bonifico intestati a chi non detrae.
  • Comunicazione ENEA oltre i 90 giorni o mai trasmessa.
  • Rata superiore alla propria IRPEF lorda: eccedenza persa.
  • Doppio beneficio statale sulla stessa spesa.
  • Notifica preliminare all’ASL omessa dove obbligatoria (art. 99 del D.Lgs. 81/2008).
  • Pensilina o tettoia senza titolo edilizio comunale.
  • Documentazione non conservata fino all’accertamento.

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Domande frequenti

Cosa cambia nel 2026 per il fotovoltaico?

Nel 2026 resta il 50% sull’abitazione principale e il 36% sugli altri immobili, su 96.000 euro e in 10 rate. Dal 2027 si scende al 36% e al 30%, dal 2028 il tetto si dimezza a 48.000 euro. Sul bonifico resta la ritenuta dell’11%.

Qual è la detrazione del 50% per gli impianti fotovoltaici nel 2026?

È la detrazione IRPEF dell’art. 16-bis del TUIR: nel 2026 spetta al 50% se l’immobile è l’abitazione principale del contribuente o di un familiare, su 96.000 euro per unità, in 10 quote annuali.

Quando scade il bonus fotovoltaico 2026?

L’art. 16-bis del TUIR è a regime e non scade: scade l’aliquota potenziata. Per il 50% il bonifico va eseguito entro il 31 dicembre 2026, perché dal 1° gennaio 2027 si scende al 36% sull’abitazione principale e al 30% sugli altri immobili.

Bonus fotovoltaico 2026 come ottenerlo?

Occorre pagare con bonifico parlante, inviare la comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori e indicare la spesa nel 730 o Redditi PF dell’anno successivo. Contanti, carta, assegno e bonifico ordinario fanno perdere il beneficio. Fattura, ricevute e titoli edilizi si conservano fino all’accertamento.

Cosa succede se salto la comunicazione ENEA?

Ometterla espone alla contestazione della detrazione: la comunicazione va inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Resta la remissione in bonis dell’art. 2 del D.L. 16/2012, con 250 euro di sanzione.

Un contribuente senza IRPEF può usare la detrazione?

No: la quota che supera l’IRPEF lorda dell’anno è persa, senza rimborso né riporto. Chi è incapiente può far sostenere la spesa a un familiare convivente capiente, che intesta a sé fattura e bonifico, o valutare il Reddito Energetico con ISEE fino a 15.000 euro.

Qual è la differenza tra prima casa e seconda casa ai fini della detrazione?

Cambia solo l’aliquota: nel 2026 il 50% sull’abitazione principale, dove risiede il contribuente o un familiare, e il 36% su seconde case e immobili locati. Tetto, rate e adempimenti identici: su 11.000 euro la differenza vale 1.540 euro.

La detrazione vale anche per una pensilina o un carport fotovoltaico?

Sì, se la struttura insiste sull’immobile o su una sua pertinenza e l’impianto è collegato al contatore dell’abitazione. La posa su copertura esistente è edilizia libera, una pensilina o un carport nuovo richiede SCIA o permesso di costruire.

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