ConfigurazionePerimetroCaratteristica
Gruppo di autoconsumatori (autoconsumo collettivo)Stesso edificio o condominioDue o più soggetti nello stesso immobile; attivazione rapida
Comunità Energetica Rinnovabile (CER)Stessa cabina primariaSoggetto giuridico autonomo; membri in edifici diversi; scala più ampia
Autoconsumatore a distanzaStessa cabina primariaSingolo soggetto con impianto in un sito diverso da quello di consumo

La CER è la formula più flessibile per aggregare comuni, imprese e cittadini su un territorio. Per il caso specifico del condominio, abbiamo dedicato una guida al fotovoltaico in condominio.

Requisiti tecnici: potenza, cabina primaria ed energia condivisa

  • Potenza degli impianti: ogni impianto incentivato non può superare 1 MW; sono ammessi anche il potenziamento e il revamping di impianti esistenti, oltre ai sistemi di accumulo.
  • Cabina primaria: tutti i punti di produzione e prelievo della configurazione devono ricadere sotto la stessa cabina primaria (la mappa è consultabile sul portale GSE). È il vincolo geografico fondamentale della CER.
  • Energia condivisa: è il minimo orario tra energia immessa dagli impianti e energia prelevata dai membri. Solo su questa quota si applica la tariffa incentivante.
  • Fonte rinnovabile: gli impianti devono essere alimentati da fonti rinnovabili ed essere entrati in esercizio dopo la costituzione della comunità.

La progettazione dell’impianto fotovoltaico è il cuore tecnico del progetto: una centrale fotovoltaica ben dimensionata e l’integrazione di un sistema di accumulo dell’energia aumentano sensibilmente la quota di energia condivisa, e quindi l’incentivo.

Come accedere agli incentivi: l’iter con il GSE

  1. Costituzione del soggetto giuridico CER (statuto e atto costitutivo) e individuazione dei membri sotto la stessa cabina primaria.
  2. Realizzazione dell’impianto fotovoltaico di produzione (è il passaggio in cui interviene l’installatore).
  3. Richiesta di accesso ai servizi sul portale GSE, con il caricamento della documentazione tecnica e dei dati di connessione (POD).
  4. Qualifica della configurazione da parte del GSE e avvio del riconoscimento della tariffa e del corrispettivo di valorizzazione.
  5. Erogazione e ripartizione degli incentivi tra i membri secondo i criteri definiti nello statuto della comunità.

Scadenze 2026: cosa fare ora

Il quadro temporale è il punto più delicato, perché modificato di recente:

ScadenzaCosa riguarda
30 novembre 2025Chiusura dello sportello per le domande del contributo PNRR
30 giugno 2026Termine per la stipula degli accordi di concessione con il GSE (gestione PNRR)
31 dicembre 2027Entrata in esercizio degli impianti (entro 24 mesi dall’accordo) e limite del contingente da 5 GW per la tariffa

Per la tariffa incentivante lo sportello GSE resta aperto fino al raggiungimento del contingente di 5 GW di potenza, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Chi intende avviare un progetto CER ha quindi interesse a muoversi per tempo: la disponibilità non è illimitata e la qualifica della configurazione richiede mesi tra progettazione, costituzione e installazione.

Realizzare l’impianto della vostra CER

Tutti gli incentivi descritti partono da un presupposto concreto: un impianto fotovoltaico ben progettato e installato a regola d’arte. È qui che Rossini Energy interviene, con la progettazione e l’installazione “chiavi in mano” dell’impianto di produzione per comuni, imprese ed enti che vogliono dare vita a una Comunità Energetica Rinnovabile.

Per valutare il dimensionamento, la producibilità e il rendimento del vostro progetto, richiedete un preventivo gratuito. Trovate inoltre il quadro completo delle agevolazioni nella nostra guida al bando fotovoltaico 2026.

Domande frequenti

Quanto vale la tariffa incentivante per le CER nel 2026?

La tariffa sull’energia condivisa arriva fino a 120 €/MWh per impianti fino a 200 kW, 110 €/MWh tra 200 e 600 kW e 100 €/MWh oltre 600 kW. Agli impianti fotovoltaici si aggiunge una maggiorazione di +4 €/MWh al Centro e +10 €/MWh al Nord. È riconosciuta dal GSE per 20 anni.

Chi può ottenere il contributo PNRR del 40%?

Il contributo a fondo perduto fino al 40% è riservato alle CER con impianti in comuni sotto i 50.000 abitanti (soglia estesa nel 2025 dai precedenti 5.000). Ne beneficiano comuni, imprese, enti e cittadini della configurazione.

Il contributo PNRR è cumulabile con la tariffa incentivante?

Sì. In caso di accesso al contributo del 40% in conto capitale, la tariffa incentivante viene però ridotta del 50% sull’energia condivisa.

Quali sono le scadenze degli incentivi CER nel 2026?

Le domande PNRR si sono chiuse il 30 novembre 2025; gli accordi di concessione con il GSE vanno firmati entro il 30 giugno 2026 e gli impianti devono entrare in esercizio entro il 31 dicembre 2027. La tariffa incentivante è disponibile fino al contingente di 5 GW.

Qual è la potenza massima di un impianto incentivabile?

Ogni singolo impianto non può superare 1 MW. Una CER può comunque aggregare più impianti sotto la stessa cabina primaria.

Che differenza c’è tra CER e autoconsumo collettivo?

L’autoconsumo collettivo riguarda soggetti nello stesso edificio; la CER è un soggetto giuridico autonomo che aggrega membri in edifici diversi sotto la stessa cabina primaria.

Cos’è l’energia condivisa?

È, ora per ora, il minimo tra l’energia rinnovabile immessa dagli impianti della configurazione e l’energia prelevata dai membri sotto la stessa cabina primaria. Su questa quota il GSE riconosce la tariffa.

Chi può accedere agli incentivi CER: imprese, comuni ed enti

Possono far parte di una CER e beneficiare degli incentivi una pluralità di soggetti, anche con ruoli diversi (produttore, consumatore o entrambi):

  • Imprese e industrie: capannoni, aree produttive e parcheggi sono superfici ideali per l’impianto di produzione condiviso.
  • Comuni e amministrazioni pubbliche: scuole, biblioteche, palazzetti sportivi e edifici comunali; sono i principali beneficiari del contributo PNRR sotto i 50.000 abitanti.
  • Ospedali e strutture sanitarie: profili di consumo costanti che massimizzano la quota di energia condivisa.
  • Centri commerciali, GDO e strutture ricettive: consumi elevati e tetti ampi su cui realizzare l’impianto.

Per le imprese, i proventi della tariffa incentivante e della vendita di energia concorrono alla formazione del reddito secondo il regime fiscale ordinario: un aspetto da valutare con il proprio consulente in fase di costituzione della comunità.

CER, autoconsumo collettivo e gruppi di autoconsumatori: le differenze

Sotto la sigla CACER (Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile) rientrano modelli diversi, spesso confusi tra loro:

ConfigurazionePerimetroCaratteristica
Gruppo di autoconsumatori (autoconsumo collettivo)Stesso edificio o condominioDue o più soggetti nello stesso immobile; attivazione rapida
Comunità Energetica Rinnovabile (CER)Stessa cabina primariaSoggetto giuridico autonomo; membri in edifici diversi; scala più ampia
Autoconsumatore a distanzaStessa cabina primariaSingolo soggetto con impianto in un sito diverso da quello di consumo

La CER è la formula più flessibile per aggregare comuni, imprese e cittadini su un territorio. Per il caso specifico del condominio, abbiamo dedicato una guida al fotovoltaico in condominio.

Requisiti tecnici: potenza, cabina primaria ed energia condivisa

  • Potenza degli impianti: ogni impianto incentivato non può superare 1 MW; sono ammessi anche il potenziamento e il revamping di impianti esistenti, oltre ai sistemi di accumulo.
  • Cabina primaria: tutti i punti di produzione e prelievo della configurazione devono ricadere sotto la stessa cabina primaria (la mappa è consultabile sul portale GSE). È il vincolo geografico fondamentale della CER.
  • Energia condivisa: è il minimo orario tra energia immessa dagli impianti e energia prelevata dai membri. Solo su questa quota si applica la tariffa incentivante.
  • Fonte rinnovabile: gli impianti devono essere alimentati da fonti rinnovabili ed essere entrati in esercizio dopo la costituzione della comunità.

La progettazione dell’impianto fotovoltaico è il cuore tecnico del progetto: una centrale fotovoltaica ben dimensionata e l’integrazione di un sistema di accumulo dell’energia aumentano sensibilmente la quota di energia condivisa, e quindi l’incentivo.

Come accedere agli incentivi: l’iter con il GSE

  1. Costituzione del soggetto giuridico CER (statuto e atto costitutivo) e individuazione dei membri sotto la stessa cabina primaria.
  2. Realizzazione dell’impianto fotovoltaico di produzione (è il passaggio in cui interviene l’installatore).
  3. Richiesta di accesso ai servizi sul portale GSE, con il caricamento della documentazione tecnica e dei dati di connessione (POD).
  4. Qualifica della configurazione da parte del GSE e avvio del riconoscimento della tariffa e del corrispettivo di valorizzazione.
  5. Erogazione e ripartizione degli incentivi tra i membri secondo i criteri definiti nello statuto della comunità.

Scadenze 2026: cosa fare ora

Il quadro temporale è il punto più delicato, perché modificato di recente:

ScadenzaCosa riguarda
30 novembre 2025Chiusura dello sportello per le domande del contributo PNRR
30 giugno 2026Termine per la stipula degli accordi di concessione con il GSE (gestione PNRR)
31 dicembre 2027Entrata in esercizio degli impianti (entro 24 mesi dall’accordo) e limite del contingente da 5 GW per la tariffa

Per la tariffa incentivante lo sportello GSE resta aperto fino al raggiungimento del contingente di 5 GW di potenza, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Chi intende avviare un progetto CER ha quindi interesse a muoversi per tempo: la disponibilità non è illimitata e la qualifica della configurazione richiede mesi tra progettazione, costituzione e installazione.

Realizzare l’impianto della vostra CER

Tutti gli incentivi descritti partono da un presupposto concreto: un impianto fotovoltaico ben progettato e installato a regola d’arte. È qui che Rossini Energy interviene, con la progettazione e l’installazione “chiavi in mano” dell’impianto di produzione per comuni, imprese ed enti che vogliono dare vita a una Comunità Energetica Rinnovabile.

Per valutare il dimensionamento, la producibilità e il rendimento del vostro progetto, richiedete un preventivo gratuito. Trovate inoltre il quadro completo delle agevolazioni nella nostra guida al bando fotovoltaico 2026.

Domande frequenti

Quanto vale la tariffa incentivante per le CER nel 2026?

La tariffa sull’energia condivisa arriva fino a 120 €/MWh per impianti fino a 200 kW, 110 €/MWh tra 200 e 600 kW e 100 €/MWh oltre 600 kW. Agli impianti fotovoltaici si aggiunge una maggiorazione di +4 €/MWh al Centro e +10 €/MWh al Nord. È riconosciuta dal GSE per 20 anni.

Chi può ottenere il contributo PNRR del 40%?

Il contributo a fondo perduto fino al 40% è riservato alle CER con impianti in comuni sotto i 50.000 abitanti (soglia estesa nel 2025 dai precedenti 5.000). Ne beneficiano comuni, imprese, enti e cittadini della configurazione.

Il contributo PNRR è cumulabile con la tariffa incentivante?

Sì. In caso di accesso al contributo del 40% in conto capitale, la tariffa incentivante viene però ridotta del 50% sull’energia condivisa.

Quali sono le scadenze degli incentivi CER nel 2026?

Le domande PNRR si sono chiuse il 30 novembre 2025; gli accordi di concessione con il GSE vanno firmati entro il 30 giugno 2026 e gli impianti devono entrare in esercizio entro il 31 dicembre 2027. La tariffa incentivante è disponibile fino al contingente di 5 GW.

Qual è la potenza massima di un impianto incentivabile?

Ogni singolo impianto non può superare 1 MW. Una CER può comunque aggregare più impianti sotto la stessa cabina primaria.

Che differenza c’è tra CER e autoconsumo collettivo?

L’autoconsumo collettivo riguarda soggetti nello stesso edificio; la CER è un soggetto giuridico autonomo che aggrega membri in edifici diversi sotto la stessa cabina primaria.

Cos’è l’energia condivisa?

È, ora per ora, il minimo tra l’energia rinnovabile immessa dagli impianti della configurazione e l’energia prelevata dai membri sotto la stessa cabina primaria. Su questa quota il GSE riconosce la tariffa.

Potenza impiantoMassimale costo ammissibile
Fino a 20 kW1.500 €/kW
Da 20 a 200 kW1.200 €/kW
Da 200 a 600 kW1.100 €/kW
Da 600 kW a 1 MW1.050 €/kW
Fonte: Regole Operative GSE per il contributo PNRR alle CACER.

È inoltre previsto un anticipo fino al 30% del contributo (su presentazione di fideiussione per gli impianti fino a 200 kW), utile a sostenere la liquidità nelle fasi iniziali del cantiere.

Cumulabilità: tariffa incentivante + contributo PNRR

I due incentivi si possono cumulare, ma con un correttivo per evitare la sovra-incentivazione: chi accede al contributo PNRR del 40% in conto capitale vede la tariffa incentivante ridotta del 50% sull’energia condivisa.

La scelta tra “solo tariffa piena” e “contributo 40% + tariffa dimezzata” dipende dal profilo dell’investimento:

  • Contributo PNRR + tariffa ridotta: conviene quando l’obiettivo è abbattere il costo iniziale e accelerare il rientro, tipico di comuni ed enti con vincoli di cassa.
  • Solo tariffa incentivante piena: può rendere di più nell’arco dei 20 anni se l’impianto ha un’elevata quota di energia condivisa e l’investimento è già sostenibile.

Il contributo PNRR non è invece cumulabile con altri finanziamenti europei sulle stesse spese.

Quanto si guadagna con una CER: esempio di calcolo

Un esempio concreto chiarisce l’ordine di grandezza. Si consideri un’azienda che installa un impianto fotovoltaico da 300 kW al servizio di una CER nel Centro Italia, con una produzione condivisa stimata in circa 250 MWh/anno.

VoceValore indicativo
Tariffa incentivante (classe 200-600 kW)fino a 110 €/MWh + 4 €/MWh (Centro)
Corrispettivo ARERA≈ 9 €/MWh
Energia condivisa annua≈ 250 MWh
Premio annuo sull’energia condivisa≈ 30.000 €/anno
Su 20 anni (tariffa piena)≈ 600.000 €
Stima indicativa, variabile in base al prezzo zonale, alla quota di energia effettivamente condivisa e alla configurazione della comunità.

A questo si aggiungono il risparmio in bolletta sull’autoconsumo, l’eventuale contributo PNRR del 40% sul costo dell’impianto e la vendita dell’energia non condivisa. Il dato decisivo non è la potenza installata, ma quanta energia la comunità riesce davvero a condividere ora per ora: per questo la progettazione dell’impianto e la composizione dei membri sono determinanti.

Grande impianto fotovoltaico aziendale per una comunità energetica

Chi può accedere agli incentivi CER: imprese, comuni ed enti

Possono far parte di una CER e beneficiare degli incentivi una pluralità di soggetti, anche con ruoli diversi (produttore, consumatore o entrambi):

  • Imprese e industrie: capannoni, aree produttive e parcheggi sono superfici ideali per l’impianto di produzione condiviso.
  • Comuni e amministrazioni pubbliche: scuole, biblioteche, palazzetti sportivi e edifici comunali; sono i principali beneficiari del contributo PNRR sotto i 50.000 abitanti.
  • Ospedali e strutture sanitarie: profili di consumo costanti che massimizzano la quota di energia condivisa.
  • Centri commerciali, GDO e strutture ricettive: consumi elevati e tetti ampi su cui realizzare l’impianto.

Per le imprese, i proventi della tariffa incentivante e della vendita di energia concorrono alla formazione del reddito secondo il regime fiscale ordinario: un aspetto da valutare con il proprio consulente in fase di costituzione della comunità.

CER, autoconsumo collettivo e gruppi di autoconsumatori: le differenze

Sotto la sigla CACER (Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile) rientrano modelli diversi, spesso confusi tra loro:

ConfigurazionePerimetroCaratteristica
Gruppo di autoconsumatori (autoconsumo collettivo)Stesso edificio o condominioDue o più soggetti nello stesso immobile; attivazione rapida
Comunità Energetica Rinnovabile (CER)Stessa cabina primariaSoggetto giuridico autonomo; membri in edifici diversi; scala più ampia
Autoconsumatore a distanzaStessa cabina primariaSingolo soggetto con impianto in un sito diverso da quello di consumo

La CER è la formula più flessibile per aggregare comuni, imprese e cittadini su un territorio. Per il caso specifico del condominio, abbiamo dedicato una guida al fotovoltaico in condominio.

Requisiti tecnici: potenza, cabina primaria ed energia condivisa

  • Potenza degli impianti: ogni impianto incentivato non può superare 1 MW; sono ammessi anche il potenziamento e il revamping di impianti esistenti, oltre ai sistemi di accumulo.
  • Cabina primaria: tutti i punti di produzione e prelievo della configurazione devono ricadere sotto la stessa cabina primaria (la mappa è consultabile sul portale GSE). È il vincolo geografico fondamentale della CER.
  • Energia condivisa: è il minimo orario tra energia immessa dagli impianti e energia prelevata dai membri. Solo su questa quota si applica la tariffa incentivante.
  • Fonte rinnovabile: gli impianti devono essere alimentati da fonti rinnovabili ed essere entrati in esercizio dopo la costituzione della comunità.

La progettazione dell’impianto fotovoltaico è il cuore tecnico del progetto: una centrale fotovoltaica ben dimensionata e l’integrazione di un sistema di accumulo dell’energia aumentano sensibilmente la quota di energia condivisa, e quindi l’incentivo.

Come accedere agli incentivi: l’iter con il GSE

  1. Costituzione del soggetto giuridico CER (statuto e atto costitutivo) e individuazione dei membri sotto la stessa cabina primaria.
  2. Realizzazione dell’impianto fotovoltaico di produzione (è il passaggio in cui interviene l’installatore).
  3. Richiesta di accesso ai servizi sul portale GSE, con il caricamento della documentazione tecnica e dei dati di connessione (POD).
  4. Qualifica della configurazione da parte del GSE e avvio del riconoscimento della tariffa e del corrispettivo di valorizzazione.
  5. Erogazione e ripartizione degli incentivi tra i membri secondo i criteri definiti nello statuto della comunità.

Scadenze 2026: cosa fare ora

Il quadro temporale è il punto più delicato, perché modificato di recente:

ScadenzaCosa riguarda
30 novembre 2025Chiusura dello sportello per le domande del contributo PNRR
30 giugno 2026Termine per la stipula degli accordi di concessione con il GSE (gestione PNRR)
31 dicembre 2027Entrata in esercizio degli impianti (entro 24 mesi dall’accordo) e limite del contingente da 5 GW per la tariffa

Per la tariffa incentivante lo sportello GSE resta aperto fino al raggiungimento del contingente di 5 GW di potenza, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Chi intende avviare un progetto CER ha quindi interesse a muoversi per tempo: la disponibilità non è illimitata e la qualifica della configurazione richiede mesi tra progettazione, costituzione e installazione.

Realizzare l’impianto della vostra CER

Tutti gli incentivi descritti partono da un presupposto concreto: un impianto fotovoltaico ben progettato e installato a regola d’arte. È qui che Rossini Energy interviene, con la progettazione e l’installazione “chiavi in mano” dell’impianto di produzione per comuni, imprese ed enti che vogliono dare vita a una Comunità Energetica Rinnovabile.

Per valutare il dimensionamento, la producibilità e il rendimento del vostro progetto, richiedete un preventivo gratuito. Trovate inoltre il quadro completo delle agevolazioni nella nostra guida al bando fotovoltaico 2026.

Domande frequenti

Quanto vale la tariffa incentivante per le CER nel 2026?

La tariffa sull’energia condivisa arriva fino a 120 €/MWh per impianti fino a 200 kW, 110 €/MWh tra 200 e 600 kW e 100 €/MWh oltre 600 kW. Agli impianti fotovoltaici si aggiunge una maggiorazione di +4 €/MWh al Centro e +10 €/MWh al Nord. È riconosciuta dal GSE per 20 anni.

Chi può ottenere il contributo PNRR del 40%?

Il contributo a fondo perduto fino al 40% è riservato alle CER con impianti in comuni sotto i 50.000 abitanti (soglia estesa nel 2025 dai precedenti 5.000). Ne beneficiano comuni, imprese, enti e cittadini della configurazione.

Il contributo PNRR è cumulabile con la tariffa incentivante?

Sì. In caso di accesso al contributo del 40% in conto capitale, la tariffa incentivante viene però ridotta del 50% sull’energia condivisa.

Quali sono le scadenze degli incentivi CER nel 2026?

Le domande PNRR si sono chiuse il 30 novembre 2025; gli accordi di concessione con il GSE vanno firmati entro il 30 giugno 2026 e gli impianti devono entrare in esercizio entro il 31 dicembre 2027. La tariffa incentivante è disponibile fino al contingente di 5 GW.

Qual è la potenza massima di un impianto incentivabile?

Ogni singolo impianto non può superare 1 MW. Una CER può comunque aggregare più impianti sotto la stessa cabina primaria.

Che differenza c’è tra CER e autoconsumo collettivo?

L’autoconsumo collettivo riguarda soggetti nello stesso edificio; la CER è un soggetto giuridico autonomo che aggrega membri in edifici diversi sotto la stessa cabina primaria.

Cos’è l’energia condivisa?

È, ora per ora, il minimo tra l’energia rinnovabile immessa dagli impianti della configurazione e l’energia prelevata dai membri sotto la stessa cabina primaria. Su questa quota il GSE riconosce la tariffa.

Contributo PNRR a fondo perduto del 40%: chi può ottenerlo

Il secondo incentivo è un contributo in conto capitale fino al 40% delle spese ammissibili, finanziato dal PNRR (Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2). A differenza della tariffa, abbatte direttamente il costo dell’impianto al momento dell’investimento.

La platea dei beneficiari è stata ampliata nel 2025: in origine il contributo era riservato ai comuni con meno di 5.000 abitanti, mentre oggi sono ammessi gli impianti realizzati in comuni fino a 50.000 abitanti (DM 127/2025). In pratica oltre il 70% dei comuni italiani rientra nel perimetro.

I costi ammissibili sono soggetti a massimali per scaglione di potenza:

Potenza impiantoMassimale costo ammissibile
Fino a 20 kW1.500 €/kW
Da 20 a 200 kW1.200 €/kW
Da 200 a 600 kW1.100 €/kW
Da 600 kW a 1 MW1.050 €/kW
Fonte: Regole Operative GSE per il contributo PNRR alle CACER.

È inoltre previsto un anticipo fino al 30% del contributo (su presentazione di fideiussione per gli impianti fino a 200 kW), utile a sostenere la liquidità nelle fasi iniziali del cantiere.

Cumulabilità: tariffa incentivante + contributo PNRR

I due incentivi si possono cumulare, ma con un correttivo per evitare la sovra-incentivazione: chi accede al contributo PNRR del 40% in conto capitale vede la tariffa incentivante ridotta del 50% sull’energia condivisa.

La scelta tra “solo tariffa piena” e “contributo 40% + tariffa dimezzata” dipende dal profilo dell’investimento:

  • Contributo PNRR + tariffa ridotta: conviene quando l’obiettivo è abbattere il costo iniziale e accelerare il rientro, tipico di comuni ed enti con vincoli di cassa.
  • Solo tariffa incentivante piena: può rendere di più nell’arco dei 20 anni se l’impianto ha un’elevata quota di energia condivisa e l’investimento è già sostenibile.

Il contributo PNRR non è invece cumulabile con altri finanziamenti europei sulle stesse spese.

Quanto si guadagna con una CER: esempio di calcolo

Un esempio concreto chiarisce l’ordine di grandezza. Si consideri un’azienda che installa un impianto fotovoltaico da 300 kW al servizio di una CER nel Centro Italia, con una produzione condivisa stimata in circa 250 MWh/anno.

VoceValore indicativo
Tariffa incentivante (classe 200-600 kW)fino a 110 €/MWh + 4 €/MWh (Centro)
Corrispettivo ARERA≈ 9 €/MWh
Energia condivisa annua≈ 250 MWh
Premio annuo sull’energia condivisa≈ 30.000 €/anno
Su 20 anni (tariffa piena)≈ 600.000 €
Stima indicativa, variabile in base al prezzo zonale, alla quota di energia effettivamente condivisa e alla configurazione della comunità.

A questo si aggiungono il risparmio in bolletta sull’autoconsumo, l’eventuale contributo PNRR del 40% sul costo dell’impianto e la vendita dell’energia non condivisa. Il dato decisivo non è la potenza installata, ma quanta energia la comunità riesce davvero a condividere ora per ora: per questo la progettazione dell’impianto e la composizione dei membri sono determinanti.

Grande impianto fotovoltaico aziendale per una comunità energetica

Chi può accedere agli incentivi CER: imprese, comuni ed enti

Possono far parte di una CER e beneficiare degli incentivi una pluralità di soggetti, anche con ruoli diversi (produttore, consumatore o entrambi):

  • Imprese e industrie: capannoni, aree produttive e parcheggi sono superfici ideali per l’impianto di produzione condiviso.
  • Comuni e amministrazioni pubbliche: scuole, biblioteche, palazzetti sportivi e edifici comunali; sono i principali beneficiari del contributo PNRR sotto i 50.000 abitanti.
  • Ospedali e strutture sanitarie: profili di consumo costanti che massimizzano la quota di energia condivisa.
  • Centri commerciali, GDO e strutture ricettive: consumi elevati e tetti ampi su cui realizzare l’impianto.

Per le imprese, i proventi della tariffa incentivante e della vendita di energia concorrono alla formazione del reddito secondo il regime fiscale ordinario: un aspetto da valutare con il proprio consulente in fase di costituzione della comunità.

CER, autoconsumo collettivo e gruppi di autoconsumatori: le differenze

Sotto la sigla CACER (Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile) rientrano modelli diversi, spesso confusi tra loro:

ConfigurazionePerimetroCaratteristica
Gruppo di autoconsumatori (autoconsumo collettivo)Stesso edificio o condominioDue o più soggetti nello stesso immobile; attivazione rapida
Comunità Energetica Rinnovabile (CER)Stessa cabina primariaSoggetto giuridico autonomo; membri in edifici diversi; scala più ampia
Autoconsumatore a distanzaStessa cabina primariaSingolo soggetto con impianto in un sito diverso da quello di consumo

La CER è la formula più flessibile per aggregare comuni, imprese e cittadini su un territorio. Per il caso specifico del condominio, abbiamo dedicato una guida al fotovoltaico in condominio.

Requisiti tecnici: potenza, cabina primaria ed energia condivisa

  • Potenza degli impianti: ogni impianto incentivato non può superare 1 MW; sono ammessi anche il potenziamento e il revamping di impianti esistenti, oltre ai sistemi di accumulo.
  • Cabina primaria: tutti i punti di produzione e prelievo della configurazione devono ricadere sotto la stessa cabina primaria (la mappa è consultabile sul portale GSE). È il vincolo geografico fondamentale della CER.
  • Energia condivisa: è il minimo orario tra energia immessa dagli impianti e energia prelevata dai membri. Solo su questa quota si applica la tariffa incentivante.
  • Fonte rinnovabile: gli impianti devono essere alimentati da fonti rinnovabili ed essere entrati in esercizio dopo la costituzione della comunità.

La progettazione dell’impianto fotovoltaico è il cuore tecnico del progetto: una centrale fotovoltaica ben dimensionata e l’integrazione di un sistema di accumulo dell’energia aumentano sensibilmente la quota di energia condivisa, e quindi l’incentivo.

Come accedere agli incentivi: l’iter con il GSE

  1. Costituzione del soggetto giuridico CER (statuto e atto costitutivo) e individuazione dei membri sotto la stessa cabina primaria.
  2. Realizzazione dell’impianto fotovoltaico di produzione (è il passaggio in cui interviene l’installatore).
  3. Richiesta di accesso ai servizi sul portale GSE, con il caricamento della documentazione tecnica e dei dati di connessione (POD).
  4. Qualifica della configurazione da parte del GSE e avvio del riconoscimento della tariffa e del corrispettivo di valorizzazione.
  5. Erogazione e ripartizione degli incentivi tra i membri secondo i criteri definiti nello statuto della comunità.

Scadenze 2026: cosa fare ora

Il quadro temporale è il punto più delicato, perché modificato di recente:

ScadenzaCosa riguarda
30 novembre 2025Chiusura dello sportello per le domande del contributo PNRR
30 giugno 2026Termine per la stipula degli accordi di concessione con il GSE (gestione PNRR)
31 dicembre 2027Entrata in esercizio degli impianti (entro 24 mesi dall’accordo) e limite del contingente da 5 GW per la tariffa

Per la tariffa incentivante lo sportello GSE resta aperto fino al raggiungimento del contingente di 5 GW di potenza, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Chi intende avviare un progetto CER ha quindi interesse a muoversi per tempo: la disponibilità non è illimitata e la qualifica della configurazione richiede mesi tra progettazione, costituzione e installazione.

Realizzare l’impianto della vostra CER

Tutti gli incentivi descritti partono da un presupposto concreto: un impianto fotovoltaico ben progettato e installato a regola d’arte. È qui che Rossini Energy interviene, con la progettazione e l’installazione “chiavi in mano” dell’impianto di produzione per comuni, imprese ed enti che vogliono dare vita a una Comunità Energetica Rinnovabile.

Per valutare il dimensionamento, la producibilità e il rendimento del vostro progetto, richiedete un preventivo gratuito. Trovate inoltre il quadro completo delle agevolazioni nella nostra guida al bando fotovoltaico 2026.

Domande frequenti

Quanto vale la tariffa incentivante per le CER nel 2026?

La tariffa sull’energia condivisa arriva fino a 120 €/MWh per impianti fino a 200 kW, 110 €/MWh tra 200 e 600 kW e 100 €/MWh oltre 600 kW. Agli impianti fotovoltaici si aggiunge una maggiorazione di +4 €/MWh al Centro e +10 €/MWh al Nord. È riconosciuta dal GSE per 20 anni.

Chi può ottenere il contributo PNRR del 40%?

Il contributo a fondo perduto fino al 40% è riservato alle CER con impianti in comuni sotto i 50.000 abitanti (soglia estesa nel 2025 dai precedenti 5.000). Ne beneficiano comuni, imprese, enti e cittadini della configurazione.

Il contributo PNRR è cumulabile con la tariffa incentivante?

Sì. In caso di accesso al contributo del 40% in conto capitale, la tariffa incentivante viene però ridotta del 50% sull’energia condivisa.

Quali sono le scadenze degli incentivi CER nel 2026?

Le domande PNRR si sono chiuse il 30 novembre 2025; gli accordi di concessione con il GSE vanno firmati entro il 30 giugno 2026 e gli impianti devono entrare in esercizio entro il 31 dicembre 2027. La tariffa incentivante è disponibile fino al contingente di 5 GW.

Qual è la potenza massima di un impianto incentivabile?

Ogni singolo impianto non può superare 1 MW. Una CER può comunque aggregare più impianti sotto la stessa cabina primaria.

Che differenza c’è tra CER e autoconsumo collettivo?

L’autoconsumo collettivo riguarda soggetti nello stesso edificio; la CER è un soggetto giuridico autonomo che aggrega membri in edifici diversi sotto la stessa cabina primaria.

Cos’è l’energia condivisa?

È, ora per ora, il minimo tra l’energia rinnovabile immessa dagli impianti della configurazione e l’energia prelevata dai membri sotto la stessa cabina primaria. Su questa quota il GSE riconosce la tariffa.

Potenza impiantoFormula tariffa (€/MWh)Tariffa massima
Fino a 200 kW80 + max(0; 180 − Pz)120 €/MWh
Da 200 a 600 kW70 + max(0; 180 − Pz)110 €/MWh
Oltre 600 kW60 + max(0; 180 − Pz)100 €/MWh
Pz = prezzo zonale orario dell’energia elettrica. Fonte: Decreto CER (DM 414/2023), Regole Operative GSE.

Agli impianti fotovoltaici si applica inoltre una maggiorazione geografica, pensata per compensare la minore irradiazione solare al Nord:

Zona geograficaMaggiorazioneTariffa max PV (≤200 kW)
Sud e Isole+0 €/MWh120 €/MWh
Centro (Lazio, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo)+4 €/MWh124 €/MWh
Nord+10 €/MWh130 €/MWh

La tariffa è riconosciuta dal GSE per 20 anni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto. A questa si somma il corrispettivo di valorizzazione ARERA (restituzione di componenti tariffarie come trasmissione e perdite di rete evitate), pari a circa 8-10 €/MWh sull’energia condivisa.

Impianto fotovoltaico condiviso per una comunità energetica rinnovabile

Contributo PNRR a fondo perduto del 40%: chi può ottenerlo

Il secondo incentivo è un contributo in conto capitale fino al 40% delle spese ammissibili, finanziato dal PNRR (Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2). A differenza della tariffa, abbatte direttamente il costo dell’impianto al momento dell’investimento.

La platea dei beneficiari è stata ampliata nel 2025: in origine il contributo era riservato ai comuni con meno di 5.000 abitanti, mentre oggi sono ammessi gli impianti realizzati in comuni fino a 50.000 abitanti (DM 127/2025). In pratica oltre il 70% dei comuni italiani rientra nel perimetro.

I costi ammissibili sono soggetti a massimali per scaglione di potenza:

Potenza impiantoMassimale costo ammissibile
Fino a 20 kW1.500 €/kW
Da 20 a 200 kW1.200 €/kW
Da 200 a 600 kW1.100 €/kW
Da 600 kW a 1 MW1.050 €/kW
Fonte: Regole Operative GSE per il contributo PNRR alle CACER.

È inoltre previsto un anticipo fino al 30% del contributo (su presentazione di fideiussione per gli impianti fino a 200 kW), utile a sostenere la liquidità nelle fasi iniziali del cantiere.

Cumulabilità: tariffa incentivante + contributo PNRR

I due incentivi si possono cumulare, ma con un correttivo per evitare la sovra-incentivazione: chi accede al contributo PNRR del 40% in conto capitale vede la tariffa incentivante ridotta del 50% sull’energia condivisa.

La scelta tra “solo tariffa piena” e “contributo 40% + tariffa dimezzata” dipende dal profilo dell’investimento:

  • Contributo PNRR + tariffa ridotta: conviene quando l’obiettivo è abbattere il costo iniziale e accelerare il rientro, tipico di comuni ed enti con vincoli di cassa.
  • Solo tariffa incentivante piena: può rendere di più nell’arco dei 20 anni se l’impianto ha un’elevata quota di energia condivisa e l’investimento è già sostenibile.

Il contributo PNRR non è invece cumulabile con altri finanziamenti europei sulle stesse spese.

Quanto si guadagna con una CER: esempio di calcolo

Un esempio concreto chiarisce l’ordine di grandezza. Si consideri un’azienda che installa un impianto fotovoltaico da 300 kW al servizio di una CER nel Centro Italia, con una produzione condivisa stimata in circa 250 MWh/anno.

VoceValore indicativo
Tariffa incentivante (classe 200-600 kW)fino a 110 €/MWh + 4 €/MWh (Centro)
Corrispettivo ARERA≈ 9 €/MWh
Energia condivisa annua≈ 250 MWh
Premio annuo sull’energia condivisa≈ 30.000 €/anno
Su 20 anni (tariffa piena)≈ 600.000 €
Stima indicativa, variabile in base al prezzo zonale, alla quota di energia effettivamente condivisa e alla configurazione della comunità.

A questo si aggiungono il risparmio in bolletta sull’autoconsumo, l’eventuale contributo PNRR del 40% sul costo dell’impianto e la vendita dell’energia non condivisa. Il dato decisivo non è la potenza installata, ma quanta energia la comunità riesce davvero a condividere ora per ora: per questo la progettazione dell’impianto e la composizione dei membri sono determinanti.

Grande impianto fotovoltaico aziendale per una comunità energetica

Chi può accedere agli incentivi CER: imprese, comuni ed enti

Possono far parte di una CER e beneficiare degli incentivi una pluralità di soggetti, anche con ruoli diversi (produttore, consumatore o entrambi):

  • Imprese e industrie: capannoni, aree produttive e parcheggi sono superfici ideali per l’impianto di produzione condiviso.
  • Comuni e amministrazioni pubbliche: scuole, biblioteche, palazzetti sportivi e edifici comunali; sono i principali beneficiari del contributo PNRR sotto i 50.000 abitanti.
  • Ospedali e strutture sanitarie: profili di consumo costanti che massimizzano la quota di energia condivisa.
  • Centri commerciali, GDO e strutture ricettive: consumi elevati e tetti ampi su cui realizzare l’impianto.

Per le imprese, i proventi della tariffa incentivante e della vendita di energia concorrono alla formazione del reddito secondo il regime fiscale ordinario: un aspetto da valutare con il proprio consulente in fase di costituzione della comunità.

CER, autoconsumo collettivo e gruppi di autoconsumatori: le differenze

Sotto la sigla CACER (Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile) rientrano modelli diversi, spesso confusi tra loro:

ConfigurazionePerimetroCaratteristica
Gruppo di autoconsumatori (autoconsumo collettivo)Stesso edificio o condominioDue o più soggetti nello stesso immobile; attivazione rapida
Comunità Energetica Rinnovabile (CER)Stessa cabina primariaSoggetto giuridico autonomo; membri in edifici diversi; scala più ampia
Autoconsumatore a distanzaStessa cabina primariaSingolo soggetto con impianto in un sito diverso da quello di consumo

La CER è la formula più flessibile per aggregare comuni, imprese e cittadini su un territorio. Per il caso specifico del condominio, abbiamo dedicato una guida al fotovoltaico in condominio.

Requisiti tecnici: potenza, cabina primaria ed energia condivisa

  • Potenza degli impianti: ogni impianto incentivato non può superare 1 MW; sono ammessi anche il potenziamento e il revamping di impianti esistenti, oltre ai sistemi di accumulo.
  • Cabina primaria: tutti i punti di produzione e prelievo della configurazione devono ricadere sotto la stessa cabina primaria (la mappa è consultabile sul portale GSE). È il vincolo geografico fondamentale della CER.
  • Energia condivisa: è il minimo orario tra energia immessa dagli impianti e energia prelevata dai membri. Solo su questa quota si applica la tariffa incentivante.
  • Fonte rinnovabile: gli impianti devono essere alimentati da fonti rinnovabili ed essere entrati in esercizio dopo la costituzione della comunità.

La progettazione dell’impianto fotovoltaico è il cuore tecnico del progetto: una centrale fotovoltaica ben dimensionata e l’integrazione di un sistema di accumulo dell’energia aumentano sensibilmente la quota di energia condivisa, e quindi l’incentivo.

Come accedere agli incentivi: l’iter con il GSE

  1. Costituzione del soggetto giuridico CER (statuto e atto costitutivo) e individuazione dei membri sotto la stessa cabina primaria.
  2. Realizzazione dell’impianto fotovoltaico di produzione (è il passaggio in cui interviene l’installatore).
  3. Richiesta di accesso ai servizi sul portale GSE, con il caricamento della documentazione tecnica e dei dati di connessione (POD).
  4. Qualifica della configurazione da parte del GSE e avvio del riconoscimento della tariffa e del corrispettivo di valorizzazione.
  5. Erogazione e ripartizione degli incentivi tra i membri secondo i criteri definiti nello statuto della comunità.

Scadenze 2026: cosa fare ora

Il quadro temporale è il punto più delicato, perché modificato di recente:

ScadenzaCosa riguarda
30 novembre 2025Chiusura dello sportello per le domande del contributo PNRR
30 giugno 2026Termine per la stipula degli accordi di concessione con il GSE (gestione PNRR)
31 dicembre 2027Entrata in esercizio degli impianti (entro 24 mesi dall’accordo) e limite del contingente da 5 GW per la tariffa

Per la tariffa incentivante lo sportello GSE resta aperto fino al raggiungimento del contingente di 5 GW di potenza, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Chi intende avviare un progetto CER ha quindi interesse a muoversi per tempo: la disponibilità non è illimitata e la qualifica della configurazione richiede mesi tra progettazione, costituzione e installazione.

Realizzare l’impianto della vostra CER

Tutti gli incentivi descritti partono da un presupposto concreto: un impianto fotovoltaico ben progettato e installato a regola d’arte. È qui che Rossini Energy interviene, con la progettazione e l’installazione “chiavi in mano” dell’impianto di produzione per comuni, imprese ed enti che vogliono dare vita a una Comunità Energetica Rinnovabile.

Per valutare il dimensionamento, la producibilità e il rendimento del vostro progetto, richiedete un preventivo gratuito. Trovate inoltre il quadro completo delle agevolazioni nella nostra guida al bando fotovoltaico 2026.

Domande frequenti

Quanto vale la tariffa incentivante per le CER nel 2026?

La tariffa sull’energia condivisa arriva fino a 120 €/MWh per impianti fino a 200 kW, 110 €/MWh tra 200 e 600 kW e 100 €/MWh oltre 600 kW. Agli impianti fotovoltaici si aggiunge una maggiorazione di +4 €/MWh al Centro e +10 €/MWh al Nord. È riconosciuta dal GSE per 20 anni.

Chi può ottenere il contributo PNRR del 40%?

Il contributo a fondo perduto fino al 40% è riservato alle CER con impianti in comuni sotto i 50.000 abitanti (soglia estesa nel 2025 dai precedenti 5.000). Ne beneficiano comuni, imprese, enti e cittadini della configurazione.

Il contributo PNRR è cumulabile con la tariffa incentivante?

Sì. In caso di accesso al contributo del 40% in conto capitale, la tariffa incentivante viene però ridotta del 50% sull’energia condivisa.

Quali sono le scadenze degli incentivi CER nel 2026?

Le domande PNRR si sono chiuse il 30 novembre 2025; gli accordi di concessione con il GSE vanno firmati entro il 30 giugno 2026 e gli impianti devono entrare in esercizio entro il 31 dicembre 2027. La tariffa incentivante è disponibile fino al contingente di 5 GW.

Qual è la potenza massima di un impianto incentivabile?

Ogni singolo impianto non può superare 1 MW. Una CER può comunque aggregare più impianti sotto la stessa cabina primaria.

Che differenza c’è tra CER e autoconsumo collettivo?

L’autoconsumo collettivo riguarda soggetti nello stesso edificio; la CER è un soggetto giuridico autonomo che aggrega membri in edifici diversi sotto la stessa cabina primaria.

Cos’è l’energia condivisa?

È, ora per ora, il minimo tra l’energia rinnovabile immessa dagli impianti della configurazione e l’energia prelevata dai membri sotto la stessa cabina primaria. Su questa quota il GSE riconosce la tariffa.

Punti chiave

  • Due incentivi cumulabili: la tariffa incentivante GSE sull’energia condivisa (fino a 120 €/MWh per 20 anni) e il contributo PNRR a fondo perduto fino al 40% sui costi d’investimento.
  • Contributo PNRR: riservato agli impianti realizzati in comuni sotto i 50.000 abitanti (oltre il 70% dei comuni italiani). Cumulabile con la tariffa, che però viene ridotta del 50%.
  • Scadenze: domande PNRR chiuse il 30/11/2025; accordi di concessione con il GSE entro il 30 giugno 2026, impianti in esercizio entro il 31 dicembre 2027. Tariffa incentivante disponibile fino al contingente di 5 GW.
  • Per imprese, comuni ed enti: realizzare l’impianto fotovoltaico della comunità è il primo passo. Rossini Energy progetta e installa l’impianto della vostra CER.

Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2026. Dati verificati su fonti GSE e MASE.

Bonus CER 2026: quali incentivi e quanto valgono

Chi realizza o entra in una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) nel 2026 può contare su due incentivi distinti e cumulabili, entrambi gestiti dal GSE:

  1. La tariffa incentivante sull’energia condivisa: un premio in conto esercizio riconosciuto per 20 anni, da 100 a 120 €/MWh secondo la potenza, a cui si aggiungono maggiorazioni geografiche e il corrispettivo di valorizzazione ARERA.
  2. Il contributo PNRR a fondo perduto: fino al 40% dei costi d’investimento, riservato agli impianti situati in comuni con meno di 50.000 abitanti.

Il primo premia l’energia prodotta e condivisa nel tempo; il secondo abbatte il costo iniziale dell’impianto. Insieme rendono il fotovoltaico in configurazione CER uno degli investimenti energetici più sostenuti d’Italia, in particolare per aziende, comuni, enti pubblici e strutture sanitarie. Di seguito tutti gli importi, i requisiti e le scadenze, con le fonti normative aggiornate.

Tariffa incentivante GSE: importi per classe di potenza

La tariffa incentivante (TIP) è calcolata ora per ora sull’energia condivisa dalla comunità. È composta da una quota fissa (in base alla potenza dell’impianto) e da una quota variabile che cresce quando il prezzo dell’energia scende, secondo la formula stabilita dal Decreto CER (DM MASE 7 dicembre 2023, n. 414):

Potenza impiantoFormula tariffa (€/MWh)Tariffa massima
Fino a 200 kW80 + max(0; 180 − Pz)120 €/MWh
Da 200 a 600 kW70 + max(0; 180 − Pz)110 €/MWh
Oltre 600 kW60 + max(0; 180 − Pz)100 €/MWh
Pz = prezzo zonale orario dell’energia elettrica. Fonte: Decreto CER (DM 414/2023), Regole Operative GSE.

Agli impianti fotovoltaici si applica inoltre una maggiorazione geografica, pensata per compensare la minore irradiazione solare al Nord:

Zona geograficaMaggiorazioneTariffa max PV (≤200 kW)
Sud e Isole+0 €/MWh120 €/MWh
Centro (Lazio, Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo)+4 €/MWh124 €/MWh
Nord+10 €/MWh130 €/MWh

La tariffa è riconosciuta dal GSE per 20 anni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto. A questa si somma il corrispettivo di valorizzazione ARERA (restituzione di componenti tariffarie come trasmissione e perdite di rete evitate), pari a circa 8-10 €/MWh sull’energia condivisa.

Impianto fotovoltaico condiviso per una comunità energetica rinnovabile

Contributo PNRR a fondo perduto del 40%: chi può ottenerlo

Il secondo incentivo è un contributo in conto capitale fino al 40% delle spese ammissibili, finanziato dal PNRR (Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2). A differenza della tariffa, abbatte direttamente il costo dell’impianto al momento dell’investimento.

La platea dei beneficiari è stata ampliata nel 2025: in origine il contributo era riservato ai comuni con meno di 5.000 abitanti, mentre oggi sono ammessi gli impianti realizzati in comuni fino a 50.000 abitanti (DM 127/2025). In pratica oltre il 70% dei comuni italiani rientra nel perimetro.

I costi ammissibili sono soggetti a massimali per scaglione di potenza:

Potenza impiantoMassimale costo ammissibile
Fino a 20 kW1.500 €/kW
Da 20 a 200 kW1.200 €/kW
Da 200 a 600 kW1.100 €/kW
Da 600 kW a 1 MW1.050 €/kW
Fonte: Regole Operative GSE per il contributo PNRR alle CACER.

È inoltre previsto un anticipo fino al 30% del contributo (su presentazione di fideiussione per gli impianti fino a 200 kW), utile a sostenere la liquidità nelle fasi iniziali del cantiere.

Cumulabilità: tariffa incentivante + contributo PNRR

I due incentivi si possono cumulare, ma con un correttivo per evitare la sovra-incentivazione: chi accede al contributo PNRR del 40% in conto capitale vede la tariffa incentivante ridotta del 50% sull’energia condivisa.

La scelta tra “solo tariffa piena” e “contributo 40% + tariffa dimezzata” dipende dal profilo dell’investimento:

  • Contributo PNRR + tariffa ridotta: conviene quando l’obiettivo è abbattere il costo iniziale e accelerare il rientro, tipico di comuni ed enti con vincoli di cassa.
  • Solo tariffa incentivante piena: può rendere di più nell’arco dei 20 anni se l’impianto ha un’elevata quota di energia condivisa e l’investimento è già sostenibile.

Il contributo PNRR non è invece cumulabile con altri finanziamenti europei sulle stesse spese.

Quanto si guadagna con una CER: esempio di calcolo

Un esempio concreto chiarisce l’ordine di grandezza. Si consideri un’azienda che installa un impianto fotovoltaico da 300 kW al servizio di una CER nel Centro Italia, con una produzione condivisa stimata in circa 250 MWh/anno.

VoceValore indicativo
Tariffa incentivante (classe 200-600 kW)fino a 110 €/MWh + 4 €/MWh (Centro)
Corrispettivo ARERA≈ 9 €/MWh
Energia condivisa annua≈ 250 MWh
Premio annuo sull’energia condivisa≈ 30.000 €/anno
Su 20 anni (tariffa piena)≈ 600.000 €
Stima indicativa, variabile in base al prezzo zonale, alla quota di energia effettivamente condivisa e alla configurazione della comunità.

A questo si aggiungono il risparmio in bolletta sull’autoconsumo, l’eventuale contributo PNRR del 40% sul costo dell’impianto e la vendita dell’energia non condivisa. Il dato decisivo non è la potenza installata, ma quanta energia la comunità riesce davvero a condividere ora per ora: per questo la progettazione dell’impianto e la composizione dei membri sono determinanti.

Grande impianto fotovoltaico aziendale per una comunità energetica

Chi può accedere agli incentivi CER: imprese, comuni ed enti

Possono far parte di una CER e beneficiare degli incentivi una pluralità di soggetti, anche con ruoli diversi (produttore, consumatore o entrambi):

  • Imprese e industrie: capannoni, aree produttive e parcheggi sono superfici ideali per l’impianto di produzione condiviso.
  • Comuni e amministrazioni pubbliche: scuole, biblioteche, palazzetti sportivi e edifici comunali; sono i principali beneficiari del contributo PNRR sotto i 50.000 abitanti.
  • Ospedali e strutture sanitarie: profili di consumo costanti che massimizzano la quota di energia condivisa.
  • Centri commerciali, GDO e strutture ricettive: consumi elevati e tetti ampi su cui realizzare l’impianto.

Per le imprese, i proventi della tariffa incentivante e della vendita di energia concorrono alla formazione del reddito secondo il regime fiscale ordinario: un aspetto da valutare con il proprio consulente in fase di costituzione della comunità.

CER, autoconsumo collettivo e gruppi di autoconsumatori: le differenze

Sotto la sigla CACER (Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile) rientrano modelli diversi, spesso confusi tra loro:

ConfigurazionePerimetroCaratteristica
Gruppo di autoconsumatori (autoconsumo collettivo)Stesso edificio o condominioDue o più soggetti nello stesso immobile; attivazione rapida
Comunità Energetica Rinnovabile (CER)Stessa cabina primariaSoggetto giuridico autonomo; membri in edifici diversi; scala più ampia
Autoconsumatore a distanzaStessa cabina primariaSingolo soggetto con impianto in un sito diverso da quello di consumo

La CER è la formula più flessibile per aggregare comuni, imprese e cittadini su un territorio. Per il caso specifico del condominio, abbiamo dedicato una guida al fotovoltaico in condominio.

Requisiti tecnici: potenza, cabina primaria ed energia condivisa

  • Potenza degli impianti: ogni impianto incentivato non può superare 1 MW; sono ammessi anche il potenziamento e il revamping di impianti esistenti, oltre ai sistemi di accumulo.
  • Cabina primaria: tutti i punti di produzione e prelievo della configurazione devono ricadere sotto la stessa cabina primaria (la mappa è consultabile sul portale GSE). È il vincolo geografico fondamentale della CER.
  • Energia condivisa: è il minimo orario tra energia immessa dagli impianti e energia prelevata dai membri. Solo su questa quota si applica la tariffa incentivante.
  • Fonte rinnovabile: gli impianti devono essere alimentati da fonti rinnovabili ed essere entrati in esercizio dopo la costituzione della comunità.

La progettazione dell’impianto fotovoltaico è il cuore tecnico del progetto: una centrale fotovoltaica ben dimensionata e l’integrazione di un sistema di accumulo dell’energia aumentano sensibilmente la quota di energia condivisa, e quindi l’incentivo.

Come accedere agli incentivi: l’iter con il GSE

  1. Costituzione del soggetto giuridico CER (statuto e atto costitutivo) e individuazione dei membri sotto la stessa cabina primaria.
  2. Realizzazione dell’impianto fotovoltaico di produzione (è il passaggio in cui interviene l’installatore).
  3. Richiesta di accesso ai servizi sul portale GSE, con il caricamento della documentazione tecnica e dei dati di connessione (POD).
  4. Qualifica della configurazione da parte del GSE e avvio del riconoscimento della tariffa e del corrispettivo di valorizzazione.
  5. Erogazione e ripartizione degli incentivi tra i membri secondo i criteri definiti nello statuto della comunità.

Scadenze 2026: cosa fare ora

Il quadro temporale è il punto più delicato, perché modificato di recente:

ScadenzaCosa riguarda
30 novembre 2025Chiusura dello sportello per le domande del contributo PNRR
30 giugno 2026Termine per la stipula degli accordi di concessione con il GSE (gestione PNRR)
31 dicembre 2027Entrata in esercizio degli impianti (entro 24 mesi dall’accordo) e limite del contingente da 5 GW per la tariffa

Per la tariffa incentivante lo sportello GSE resta aperto fino al raggiungimento del contingente di 5 GW di potenza, e comunque non oltre il 31 dicembre 2027. Chi intende avviare un progetto CER ha quindi interesse a muoversi per tempo: la disponibilità non è illimitata e la qualifica della configurazione richiede mesi tra progettazione, costituzione e installazione.

Realizzare l’impianto della vostra CER

Tutti gli incentivi descritti partono da un presupposto concreto: un impianto fotovoltaico ben progettato e installato a regola d’arte. È qui che Rossini Energy interviene, con la progettazione e l’installazione “chiavi in mano” dell’impianto di produzione per comuni, imprese ed enti che vogliono dare vita a una Comunità Energetica Rinnovabile.

Per valutare il dimensionamento, la producibilità e il rendimento del vostro progetto, richiedete un preventivo gratuito. Trovate inoltre il quadro completo delle agevolazioni nella nostra guida al bando fotovoltaico 2026.

Domande frequenti

Quanto vale la tariffa incentivante per le CER nel 2026?

La tariffa sull’energia condivisa arriva fino a 120 €/MWh per impianti fino a 200 kW, 110 €/MWh tra 200 e 600 kW e 100 €/MWh oltre 600 kW. Agli impianti fotovoltaici si aggiunge una maggiorazione di +4 €/MWh al Centro e +10 €/MWh al Nord. È riconosciuta dal GSE per 20 anni.

Chi può ottenere il contributo PNRR del 40%?

Il contributo a fondo perduto fino al 40% è riservato alle CER con impianti in comuni sotto i 50.000 abitanti (soglia estesa nel 2025 dai precedenti 5.000). Ne beneficiano comuni, imprese, enti e cittadini della configurazione.

Il contributo PNRR è cumulabile con la tariffa incentivante?

Sì. In caso di accesso al contributo del 40% in conto capitale, la tariffa incentivante viene però ridotta del 50% sull’energia condivisa.

Quali sono le scadenze degli incentivi CER nel 2026?

Le domande PNRR si sono chiuse il 30 novembre 2025; gli accordi di concessione con il GSE vanno firmati entro il 30 giugno 2026 e gli impianti devono entrare in esercizio entro il 31 dicembre 2027. La tariffa incentivante è disponibile fino al contingente di 5 GW.

Qual è la potenza massima di un impianto incentivabile?

Ogni singolo impianto non può superare 1 MW. Una CER può comunque aggregare più impianti sotto la stessa cabina primaria.

Che differenza c’è tra CER e autoconsumo collettivo?

L’autoconsumo collettivo riguarda soggetti nello stesso edificio; la CER è un soggetto giuridico autonomo che aggrega membri in edifici diversi sotto la stessa cabina primaria.

Cos’è l’energia condivisa?

È, ora per ora, il minimo tra l’energia rinnovabile immessa dagli impianti della configurazione e l’energia prelevata dai membri sotto la stessa cabina primaria. Su questa quota il GSE riconosce la tariffa.